Pro Loco Ficarrese

Associazione di promozione turistica di Ficarra (Me)

Musei


Casa del Baco

Ficarra, verso la fine del ‘700, oltre ad essere un importante centro agricolo, “primeggiava” nel campo dei lavori artigianali. Gran parte della popolazione si dedicava alla produzione ed al commercio della “Seta” e talvolta si vendevano i “bozzoli” e la seta grezza. Fino fine alla fine degli anni ’40 numerose erano le “filande” ed i “gelsetti” presenti nel territorio ficarrese, oggi resta solo qualche telaio conservato gelosamente. Ogni famiglia contadina divenne un “piccolo laboratorio”, dove era soprattutto la donna ad allevare il baco, a seguirlo nelle varie mute, a procurargli il bosco e a rinnovarlo, ad eliminare i bozzoli putridi e ad immergere le mani nell’acqua bollente delle bacinelle per liberare il filo dalla sericina, avvolgendolo negli aspi (naspe) tramite la molinella (fuso).

Il recupero di questa attività rappresenta, per i numerosi turisti e visitatori, tra cui molte scolaresche, un modo per venire a contatto con antiche tradizioni a dimostrazione di come un piccolo insetto riesce a proiettare nel passato intere generazioni. Il comune di Ficarra, da diversi anni, ha voluto fortemente riprendere, solo ai fini dimostrativi e didattici presso la “Casa del Baco”, l’ormai scomparso allevamento del “Baco da Seta”, una delle tradizioni locali rurali più importanti del secolo scorso dove oggi ne rimane ancora testimonianza, nella memoria degli anziani, nei canti popolari, nei proverbi e nel lessico familiare. L’itinerario che qui si propone intende ricucire il filo della seta spezzato dal tempo e aiutare il visitatore ad aiutarlo.

 

Museo della pietra arenaria

 

 

L’antica tradizione, quella degli scalpellini, presente in gran parte dei centri dei Nebrodi è testimoniata dal museo della pietra arenaria che ha sede nel territorio di Ficarra. Da sempre, caratteristico l’uso della pietra arenaria locale, intagliata per ottenere stemmi e decorazioni architettoniche tipiche delle abitazioni databili tra il Seicento e l’Ottocento. Tra gli obiettivi del museo primeggia il promuovere iniziative atte a divulgare, far conoscere e valorizzare l’antica arte della lavorazione della pietra arenaria.

 

Museo dei giochi e del giocattolo medievale

Con sede nella Fortezza Carceraria, è il primo in Italia interamente dedicato al mondo ludico del Medioevo, offre un panorama completo di quelli che erano i passatempi dell’epoca. Si tratta di un Museo “didattico” che ospita artistiche riproduzioni realizzate sulla base di fonti iconografiche e letterarie.
E’ articolato in cinque sezioni: giochi mimici, giochi su tavola, giochi educativi, giochi tra fantasia e povertà di mezzi e giochi di movimento, 70 tipi di giochi e giocattoli per un totale di circa 200 manufatti.

 

giochi

 

Villaggio delle marionette

Trattasi di opere fantastiche, liberamente ispirate alla celebre raccolta di novelle orientali, le “MILLE E UNA NOTTE”. Le scenografie, i costumi, i materiali e le marionette sono stati immaginati e costruiti in cinque anni di lavoro nello studio romano del Maestro Gianpistone, pittore ed artista autentico, con un gruppo di allievi privilegiati tra cui numerosi portatori di handicap. L’opera vide la luce nel 1988 al festival dei due mondi di Spoleto, nell’anno 2010, il museo fu allestito e presentato in veste provvisoria presso il palatenda di Ficarra. Adesso, finalmente, l’intero villaggio delle marionette – sono circa 300 – si è risvegliato ed ha trovato una sede definitiva nella chiesetta di San Marco ed in uno spazio adiacente. Punto di rilievo è il fatto che tutto questo immane lavoro è in uno “splendido divenire”

particolare museo villaggio delle marionette_sm

 

La stanza della Seta – Museo Palazzo Milio

In un contesto dove i linguaggi contemporanei somigliano sempre più ad una torre di Babele, “la Stanza della Seta” con l’attività continua di residenze d’artista, punta sul rigore del linguaggio che parte dalla meditazione/interazione con un luogo e i suoi abitanti. Genius loci, che per l’artista diventa occasione di contaminazione, rigenerazione e produzione.

Stanza seta

 

 

 

 

 

 

 

Museo Ficarrese dell’Emigrazione dei Nebrodi

Il Museo Ficarrese dell’Emigrazione dei Nebrodi, in fase di allestimento, racconta attraverso materiale documentario recuperato e testimonianze raccolte, le vicende dell’esperienza migratoria che hanno interessato vaste fasce di popolazione. Sono già fruibili pannelli che si riferiscono all’emigrazione in Argentina, altri sono in fase di allestimento. Situato al primo piano del Palazzo Busacca, antica residenza del tardo Seicento, con prospetto principale sulla via Umberto I, dal caratteristico portale in pietra arenaria dalla forma trapezoidale. Appartenuto alla famiglia Busacca, per diverse generazioni, dopo anni di decadimento e vicissitudini, nel 2006 è stato acquisito dal Comune. Questo Palazzo, costituisce a Ficarra, l’unico esempio di residenza, fino ad oggi documentato, che ha mantenuto l’alcova fino alla prima metà del Novecento. Attualmente al piano terra vi sono le sedi della Biblioteca comunale “Lucio Piccolo” e dell’ufficio turistico, mentre gli ampi saloni del primo piano sono adibiti a sala conferenze, convegni, mostre.

Museo emigrazione 1Museo emigrazione

 

 

 

 

 

 

 

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